CLAAI PUGLIA

CLAAI Puglia
MOVIMPRESE: SEGNI DI RIPRESA PER LE IMPRESE ITALIANE MA L’ARTIGIANATO È ANCORA IN SOFFERENZA PDF Stampa Email
Martedì 02 Agosto 2016 06:50

I dati diffusi da Unioncamere relativi alla nati-mortalità delle imprese nel secondo trimestre 2016 restituiscono indicazioni contrastanti circa lo stato di salute del nostro sistema produttivo.

Nel complesso, infatti, le imprese registrate negli albi delle Camere di Commercio alla fine di giugno 2016 sono risultate 6.070.045, con un incremento di 24.274 unità rispetto allo stesso mese dell’anno precedente che riporta lo stock sui livelli del 2013.

Al contrario, continua a ridursi per l’ottavo anno consecutivo il numero di imprese artigiane che, pari a 1.349.597, registrano una perdita di circa 19 mila unità rispetto alla fine di giugno 2015. Anche nell’anno in corso si conferma quindi la disaffezione per la forma di impresa artigiana emersa negli anni della crisi. Se, infatti, negli anni precedenti al 2008 le iscrizioni nel secondo trimestre avevano sempre superato abbondantemente le 30mila unità, successivamente esse si sono ridotte progressivamente fino a toccare il minimo storico (22.677 iscrizioni) proprio nel 2016.

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IL RINVIO DELL'APPROVAZIONE DEL PUG DANNEGGIA I CITTADINI E LE IMPRESE! PDF Stampa Email
Venerdì 22 Luglio 2016 06:55

La decisione della giunta comunale di prorogare di un altro anno l'incarico all'università di Genova per la redazione definitiva del Piano Urbanistico Generale della città lascia davvero basiti! Perchè sono trascorsi quasi trentatre anni dall'approvazione (1983) del Piano Regolatore Generale in vigore, continuamente oggetto di modifiche con l'adozione di varianti non sempre giustificate dalle effettive necessità. E, qualche volta, viene il fondato sospetto, che, con il ricorso allo strumento delle varianti, sia più agevole soddisfare aspettative di singoli soggetti e/o di piccoli gruppi. Lo ripetiamo: la nostra è solo una sensazione!
Tutti sanno che la redazione di uno strumento di pianificazione dello sviluppo di una città, specie quando si tratta del capoluogo della provincia che sta conoscendo una crescita considerevole della fenomeno del turismo e delle attività connesse,  contiene scelte e indirizzi politici di prima grandezza in relazione al progetto di sviluppo che si intende dare alla città nel prossimo decennio. Quindi, non si tratta di un fatto nè neutro, nè meramente tecnico per cui rende davvero ingiustificata il ricorso alla proroga della redazione definitiva del Pug da parte dei tecnici incaricati.

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CAPONE: ARRIVA IN PUGLIA IL CATASTO ENERGETICO REGIONALE PDF Stampa Email
Mercoledì 13 Luglio 2016 07:12

"Con le nuove norme vantaggi per l'economia e l'ecologia".

Approvato dalla giunta regionale il disegno di legge che istituisce il "Catasto energetico regionale". Cuore della proposta di legge la riduzione dei consumi di energia attraverso il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti e di nuova costruzione. La nuova norma istituisce il catasto regionale degli Impianti termici e il catasto regionale degli Attestati di prestazione energetica (Ape) e fissa i principi per lo svolgimento delle attività di controllo sul funzionamento degli impianti termici e sugli attestati di prestazione energetica degli edifici.

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PIANI FORMATIVI AZIENDALI 2016 PDF Stampa Email
Venerdì 08 Luglio 2016 06:57

L'Avviso 4/2016 è lo strumento attraverso cui la Regione Puglia sostiene la Formazione Continua degli occupati
Con l'Avviso 4/2016 la Regione Puglia fornisce contributi finanziari alle imprese per sostenere lo sviluppo delle competenze e l'aggiornamento professionale delle lavoratrici, dei lavoratori e degli imprenditori pugliesi.

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CLAAI PUGLIA: ACCORPATE LE DELEGAZIONI DI TARANTO E BRINDISI PDF Stampa Email
Mercoledì 06 Luglio 2016 09:23

Il crescente processo di globalizzazione dell’economia ha conferito una nuova dimensione alle problematiche connesse con lo sviluppo dei sistemi territoriali, obbligando gli stessi a valorizzare i propri elementi distintivi ed al contempo evidenzia la necessità di creare rete tra i modelli socio-economici dei territori affini in un ambito sistemico e proattivo.

La vera sfida con il “globale” è sul posizionamento e sulla definizione del ruolo dei territori che devono confrontarsi con nuove forme di concorrenza, in uno scenario in cui diventa sempre più strategico puntare sul vantaggio delle identità messe a sistema.

Nel pieno convincimento che tale contesto rappresenta elemento importante di circolarità inclusiva per un nuovo modello di rappresentanza, l’associazione artigiani Claai Puglia ha inteso accorpare le delegazioni di Taranto e Brindisi sotto un unico direttivo, la cui Presidenza è stata affidata a Riccardo Caracuta, già Presidente della delegazione di Taranto.

Gli altri componenti del direttivo sono : Rocco Maurelli, Luigi Quaranta, Cosimo Pellè, Alessandro Lamarina, Franco Balestra e Maria Pompea D’Elia.

Comunicato stampa Claai Puglia

 
GLI ARTIGIANI E LE PICCOLE IMPRESE TRAINANO L'OCCUPAZIONE PDF Stampa Email
Martedì 05 Luglio 2016 08:07

Benché vi sia stata la riduzione degli incentivi alle assunzioni, nei primi cinque mesi l’incremento del 2016 è uguale a quello del 2015: +2,5%

Il comparto degli artigiani e delle micro e piccole imprese conservano un ruolo trainante nella ripresa dell’occupazione nel nostro Paese. Infatti, nel maggio scorso l’incremento è stato dello 0,5% rispetto ad aprile, del 2,6% su maggio 2015.

Da gennaio l’occupazione nelle piccole imprese è cresciuta del 2,5%. Lo stesso incremento dell’anno scorso ma con una significativa differenza: nel 2015 gli incentivi pubblici per favorire le assunzioni a tempo indeterminato erano ben più generosi di oggi. Questa riduzione, introdotta a inizio 2016, non ha indebolito la ripresa dell’occupazione delle imprese artigiane, micro e piccole. Nelle quali l'occupazione è cresciuta del 5,6% rispetto a dicembre 2014, quando la Legge di Stabilità, anticipando di tre mesi il Jobs Act, introdusse consistenti sgravi contributivi sulle assunzioni a tempo indeterminato.

A maggio sia le assunzioni sia le cessazioni hanno segnato il passo, ma con percentuali ben diverse: di fronte al -6,5% delle assunzioni va registrato un -11,2% delle cessazioni.

 
BANCA D'ITALIA: L'ECONOMIA DELLA PUGLIA TORNA A CRESCERE PDF Stampa Email
Lunedì 27 Giugno 2016 06:55

Capone: "Nei numeri di Bankitalia tutti i sacrifici delle imprese"

"Finalmente si vede la crescita. Lo riconosce anche la Banca d'Italia nel report dedicato all'economia della Puglia nell'anno 2015". Così l'assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone ha commentato il report presentato oggi dalla Banca d'Italia.

"La crescita degli investimenti che la Banca d'Italia calcola in 10,2 punti percentuali (è il saldo tra le imprese con investimenti in crescita e quelle con investimenti in riduzione) - spiega l'assessore -ha tra le sue ragioni gli sforzi e i sacrifici delle imprese che hanno puntato su innovazione, internazionalizzazione e competitività. Un percorso tutt'altro che semplice per gli sforzi richiesti in una tra le più negative congiunture mondiali.

È stata una strada in salita che la Regione ha supportato con la sua politica industriale e mostrando una capacità di spesa dei fondi strutturali riconosciuta oggi dalla stessa Banca d'Italia. La Regione infatti ha sostenuto le imprese movimentando 4 miliardi di investimenti, e accollandosi i rischi dei prestiti bancari attraverso forme innovative di garanzia che hanno consentito alle banche di investire al meglio le proprie risorse su investimenti ad alto contenuto tecnologico e orientati all'export". "Le imprese ci hanno creduto e stanno continuando ad investire ancora di più. Nel nuovo ciclo di programmazione abbiamo già richieste di investimenti che superano 1 miliardo e 100 milioni di euro. Più di 1.700 proposte provengono dalle piccole imprese".

 
INAIL:694 MORTI SUL LAVORO NEL 2015. INCENTIVARE LE PICCOLE IMPRESE CHE INVESTONO IN PREVENZIONE E SICUREZZA PDF Stampa Email
Giovedì 23 Giugno 2016 10:07

Il presidente dell’Inail, Massimo De Felice, ha presentato nei giorni scorsi a Roma i dati 2015 relativi all'andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali in Italia.

Sono poco meno di 637mila le denunce di infortunio registrate.  Si conferma l’andamento decrescente nella serie storica del numero degli infortuni. Sono poco meno di 637mila le denunce di infortuni accaduti nel 2015 registrate dall’Inail, in diminuzione del 4% rispetto al 2014 e del 22,1% rispetto al 2011. Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono stati poco più di 416mila (-6,6% rispetto al 2014), di cui il 18,2% avvenuto “fuori dell’azienda”, cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”. Il dato “fuori azienda” è rilevante per la valutazione accurata delle politiche e delle azioni di prevenzione.

Gli infortuni mortali “accertati” sono stati 694. Delle 1.246 denunce di infortunio con esito mortale (erano 1.152 nel 2014), gli infortuni accertati “sul lavoro” sono stati 694 (di cui 382, il 55%, “fuori dell’azienda”), con una riduzione del 2% circa rispetto al 2014 e del 23,4% rispetto al 2011. Il dato tuttavia non è consolidato perché sono ancora in istruttoria 26 infortuni: se tutti fossero riconosciuti come casi mortali avvenuti “sul lavoro”, si avrebbe un aumento complessivo di circa l’1,7% rispetto al 2014, mentre la riduzione rispetto al 2011 sarebbe del 20%.

Circa 11 milioni le giornate di inabilità. Gli infortuni sul lavoro hanno causato circa 11 milioni di giornate di inabilità con costo a carico dell’Inail. In media circa 82 giorni per gli infortuni che hanno provocato menomazione e 20 giorni in assenza di menomazione.

 
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: RIDOTTI I TEMPI DEI PAGAMENTI, MA OCCORRE FARE DI PIU' PDF Stampa Email
Lunedì 13 Giugno 2016 09:21

Stando alle più recenti valutazioni di Banca d’Italia, nel 2015 i debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche sono pari al 4,0% del PIL, valutabili in 65,4 miliardi di euro. Le risorse messe a disposizione degli enti decentrati nell’ambito di un piano straordinario per il pagamento di debiti pregressi hanno ridotto il peso dei debiti commerciali di 1,8 punti di PIL tra il massimo del 2012 e 2015. Tuttavia persiste una quota ‘non fisiologica’ del debito – legata a ritardi e non a dilazioni di pagamento definite contrattualmente – pari all’1,9% del PIL ed equivalente a 34.364 milioni di euro e che rappresenta più di metà (52,5%) del debito complessivo.

Continuano a persistere alcune criticità sui tempi dei pagamenti delle Amministrazioni pubbliche: le ultime valutazioni della Banca d’Italia indicano 115 giorni, in riduzione rispetto ai 120 del 2104. L’ultima rilevazione disponibile del Ministero dell'Economia indica tempi di pagamenti medi di 44 giorni; nel merito viene specificato che i tempi medi si riferiscono ai soli enti “attivi” a cui si riferisce il 34% del numero delle fatture elettroniche e il 50% dell’importo delle fatture pagate.

Tra gli enti pubblici più virtuosi rimane una quota elevata (32,8%) di Amministrazioni pubbliche che presenta una deviazione nei tempi di pagamento superiore al 20% al termine di legge.

 
BANKITALIA. VISCO: TAGLIARE IL CUNEO FISCALE, PIÙ INVESTIMENTI PDF Stampa Email
Mercoledì 01 Giugno 2016 08:42

"La ripresa è ancora da consolidare. Le previsioni di consenso indicano per l'Italia il ritorno ai livelli di reddito precedenti la crisi in un tempo non breve; sono deludenti le valutazioni sul potenziale di crescita della nostra economia. Si deve, e si può, fare di più". E' questo il messaggio lanciato dal Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco nelle considerazioni finali dopo aver ricordato che "usciamo lentamente, con esitazione, da un lungo periodo di crisi, non solo finanziaria ed economica".

"L'evoluzione del contesto macroeconomico rischia di ostacolare il conseguimento "della riduzione del rapporto tra debito pubblico e pil" nel 2016, uno stretto controllo dei conti pubblici e la realizzazione del programma di privatizzazioni possono consentire di avvicinare il più possibile il rapporto tra debito e prodotto a quanto programmato e garantirne una riduzione significativa nel 2017".

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CREDITO ALLE IMPRESE: - 112 MILIARDI IN 5 ANNI!  Crollo per quelle artigiane con un taglio vicino al 20% PDF Stampa Email
Mercoledì 25 Maggio 2016 09:41

Negli anni 2011 - 2016 il credito alle imprese si è ridotto di 112 miliardi. Un calo impressionante. Ma questa riduzione si trasforma addirittura in un crollo per le imprese artigiane che, nell’arco degli stessi 50 mesi, hanno subito un taglio vicino al 20 per cento allo stock di credito erogato dalle banche passando da 55,6 miliardi a 44,8 miliardi.

Le reazioni delle imprese alla diminuzione del credito evidenziano come la definizione onnicomprensiva di piccole imprese non sia più sufficiente: sono infatti aumentate le loro specificità in relazione al settore, alla classe dimensionale, agli obiettivi strategici.

La differenza tra attivi e passivi delle imprese evidenzia un irrobustimento delle imprese di servizi e delle micro-imprese. E, di fronte alla riduzione del credito, le micro imprese in genere, e in particolare le aziende immobiliari e delle costruzioni, hanno reagito principalmente indebitandosi con i soci e cercando di allentare la presa dei fornitori.

In complesso, da parte delle banche si registra una divaricazione del credito con erogazioni sempre più selettive (il settore manifatturiero registra un +4 per cento), una maggiore attenzione al rischio (in quanto la redditività degli impieghi rimane bassa), una mancanza di convenienza nell’erogazione di credito alle piccole imprese, considerato che fino a 30mila euro il margine di contribuzione sarebbe addirittura negativo, le banche, insomma, concluderebbero l’operazione in perdita. Sul fronte della richiesta di credito, invece, si allargano le divergenze. Profondo è il divario tra imprese statiche e dinamiche. Importante, nella valutazione dell’affidabilità delle imprese, il settore in cui operano.  La redditività media delle imprese non permette di “reggere” il nuovo credito e le imprese che se lo possono permettere cercano modalità alternative di accesso al credito, magari già diffuse all’estero.

 


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